Accedi al sito
Serve aiuto?

Annunci

« Indietro

Se il gatto aggredisce il proprietario
Autore: Pets and the city
Data: 05-06-2015

Può capitare che il vostro gatto, mentre lo state accarezzando, all’improvviso inizi a mordervi e a graffiarvi. È un problema che molti proprietari di gatti lamentano di frequente. Sembra che il piccolo felino tolleri il contatto e le interazioni fisiche con il proprietario solo per un periodo limitato di tempo e poi inizi a mordere e a graffiare. In queste situazioni, il gatto afferra l’amico umano con gli artigli delle zampe anteriori e scalcia con quelle posteriori. Questo comportamento viene definito “aggressività associata all’interazione con l’essere umano”: il gatto si comporta amichevolmente finché il proprietario è distante, ma diventa aggressivo improvvisamente se entra in contatto fisico con la persona, in particolare durante le carezze.Il tutto può iniziare con il gioco, ma poi il piccolo felino si sovraeccita e inizia a graffiare arrivando a infliggere delle ferite anche piuttosto profonde.

Dalle coccole ai graffi

I gatti che manifestano questi comportamenti sono apparentemente amichevoli e desiderosi di contatto prima che inizi l’attacco vero e proprio; quest’aspetto “spiazza” il proprietario che li descrive infatti come soggetti imprevedibiliIn realtà appena prima che inizi l’attacco il gatto si irrigidisce, porta le orecchie indietro fino ad appiattirle sulla testa, le pupille si dilatano e la coda viene mossa a scatti. Il proprietario riferisce che il gatto è come in stato confusionale o in preda al panico. Spesso il comportamento della persona non fa poi altro che aumentare l’eccitazione e l’aggressività del gatto: il cercare di sottrarre la mano, urlare e reagire aggressivamente crea delle reazioni istintive nel gatto, che possono essere di difesa o di predazione, tali da portare un ulteriore incremento dell’intensità dell’aggressione. Dopo l’aggressione, il piccolo felino spesso manifesta dei comportamenti alternativi come il grooming: inizia a leccarsi e pulirsi il pelo, come per scaricare la tensione e lo stress avuto nell’interazione con il proprietario.

Non si sa perché questi gatti si comportino così, ma gli studiosi ipotizzano che la soglia di tolleranza alle manipolazioni di questi soggetti sia bassa per una mancanza di abitudine al contatto con le persone durante le prime fasi di vita del gattino. In determinate situazioni questa aggressività può essere vissuta dal gatto come un gioco interattivo con il proprietario che si trasforma poi in un vero e proprio comportamento predatorio nei confronti della mano dell’amico umano.

Le possibili cause

In alcuni casi può anche esserci una componente di paura, forse dovuta a un’alterata socializzazione con l’essere umano. Il periodo di socializzazione del gattino avviene tra le due e le sette settimane di vitaIn questa fase il micino impara a riconoscere come normali gli stimoli ambientali e a socializzare correttamente sia con le persone sia con gli altri animali e gatti. Un’alterazione di questa fase può portare a un comportamento alterato nel felino adulto. La madre insegna ai gattini l'inibizione al morso e al graffio retraendo le unghie. Un gattino che non ha la possibilità di stare con la madre e i fratellini durante questa fase così importante potrà non essere in grado di giocare e di interagire in maniera adeguata con le persone, graffiando e mordendo senza rendersi conto di fare male. Non è raro che questo comportamento sia associato anche a manifestazioni comportamentali da frustrazione che si presentano frequentemente in gattini svezzati dalle persone: è il caso, per esempio, del gatto che si innervosisce e graffia se il proprietario non è pronto a dargli da mangiare o ad aprigli una porta.

Un’altra ipotesi è che delle terminazioni nervose del dolore si sovrappongano a quelle del tatto creando delle situazioni di forte eccitazione e fastidio nel gatto quando viene accarezzato. In diversi casi, questo tipo di aggressività, si presenta insieme a un’altra patologia comportamentale chiamata iperestesia felina, in cui compaiono comportamenti strani e privi di motivazioni: corse senza motivo per la casa, arricciamento della cute e ipersensibilità al toccoNon esistono delle predisposizioni di razza o di sesso: il comportamento può comparire in egual misura in soggetti appartenenti a razze diverse, sia maschi sia femmine. L’età d’insorgenza del problema è abbastanza precoce: può presentarsi anche in gatti molto giovani.

Come comportarsi?

Come possiamo fare se ci troviamo di fronte a un gatto che manifesta questo problema? A prescindere dalle cause di questo comportamento, che come abbiamo visto sono ancora allo studio, è importante abituare gradualmente il piccolo felino al contatto con le persone. Accarezziamolo dunque solo quando si avvicina lui e per brevi periodi, facendo attenzione a interrompere le carezze prima che il gatto inizi ad agitarsi non mettergli le mani sulla pancia e non sollevarlo da terra prendendolo in braccio, ma aspettare che sia lui a scegliere quando salire sulle nostre gambe.

Qualsiasi approccio con il gatto va comunque riservato a un momento di tranquillità e non a uno di agitazione del piccolo felino o di particolare confusione in casa, come per esempio quando i bambini giocano o sono presenti delle persone estranee. Se l’“aggressività associata all’interazione con l’essere umano” non si limita a manifestazioni epsisodiche ma dà vita a una situazione pesante, è possibile ricorrere a una terapia comportamentale per far sì che il gatto associ le interazioni con il pro¬prietario, in particolar modo le carezze, a un qualcosa di positivo. In questi casi, se associato al comportamento aggressivo si registra una forte componente di paura nel piccolo felinto, può essere necessario ricorrere anche a un supporto farmacologico.

I segnali d'allarme

  1. È importante imparare a leggere il linguaggio posturale del proprio gatto: se inizia a irrigidirsi, se porta le orecchie indietro, se le pupille si dilatano, o se inizia muovere la coda a scatti, dobbiamo interrompere tutte le interazioni con lui.
     
  2. È importante non insegnare al gattino a giocare con le nostre mani o con i nostri piedi. Per le attività ludiche usiamo solo giochi o comunque oggetti.
     
  3. È importante che il gattino stia con la mamma e i fratellini nel suo primo periodo di vita, in modo da insegnargli a inibire il morso e a retrarre le unghie per non graffiare.

Info Contatti

Ambulatorio Veterinario Dott. Franco Colnago
Via Mazzini, 41
20056 - Trezzo sull'Adda
Milano - Italia
C.F. / P.Iva: 10021190151
Tel: 02 90 93 96 44 -- 335 54 59 818
info@minivet.eu

Newsletter