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Come condurre il gatto alla visita

La visita sanitaria è fondamentale nella pratica clinica. Per realizzare un’accurata misurazione della temperatura, una corretta palpazione, eseguire un’iniezione o un prelievo di sangue, è essenziale che il gatto si lasci manipolare con facilità dal veterinario anche per alcuni minutiAlcuni fattori critici, come un trasportino inadeguato, l’ansia del proprietario e lo spostamento in automobile, possono aumentare l’irritabilità del piccolo felino, provocando, al momento della visita, un suo comportamento di aggressione. E' tuttavia possibile far sì che il gatto associ alla visita un’emozione positiva e un “buon ricordo”, intervenendo in anticipo sulle differenti parti che compongono questo evento.

Il trasportino, innanzitutto

In commercio sono disponibili numerosi modelli di trasportini realizzati con materiali e forme differenti. Sono preferibili i modelli scomponibili in due parti, la “base” e il “coperchio”, così da evitare di dover poi estrarre a forza il gatto al momento della visita: se invece si può scoperchiare il trasportino, all'interno della base il micio si sentirà ancora riparato dalla struttura e più sicuro. Il trasportino dovrebbe essere per il gatto “una piccola casetta viaggiante” dove sentirsi al riparo. Ecco come ottenere questo risultato.

  1. Acquistiamo un trasportino compatibile con le dimensioni del gatto e coinvolgiamo il piccolo felino nell’esplorazione del nuovo oggetto.
     
  2. Lasciamo il trasportino sempre a disposizione fin dall’adozione con la porticina aperta e all’interno un morbido cuscino.
     
  3. Vaporizziamo all'interno i feromoni di tranquillità prima di ogni viaggio (due o tre nebulizzazioni). È opportuno ricordare che, per favorire l’evaporazione del solvente alcolico contenuto nel prodotto, è bene compiere quest’operazione nell’ambiente esterno e attendere circa quindici minuti prima di introdurvi il gatto.
     
  4. Teniamo il trasportino con entrambe le mani muovendoci lentamente, quando il gatto è all’interno, altrimenti le oscillazioni potrebbero aumentare il disagio del piccolo felino.
     
  5. Al rientro a casa laviamo il trasportino (all’esterno e all’interno) con acqua tiepida e sapone neutro per eliminare i feromoni di allarme emessi durante il viaggio.

La comunicazione uomo–gatto

L'essere umano trasmette al gatto messaggi composti da una parte non verbale e una verbale: entrambe queste parti sono in grado di modificare lo stato emozionale del gatto. Gli aspetti non verbali riguardano: tono, ritmo e volume della voce; posizione e movimenti del corpo; direzione dello sguardo e movimenti oculari; distanze e azioni di contatto tra gli interlocutori. Quanto alla parte verbale, il micio sembra in grado di comprendere il significato di alcune parole. Per attuare una corretta comunicazione, è necessario procedere secondo i seguenti punti. 

  1. Evitiamo di ingannare il gatto afferrandolo all’improvviso, ma mostriamo il libretto sanitario qualche ora prima così da annunciare al gatto l'imminenza della visita veterinaria.
     
  2. Cerchiamo di sdrammatizzare la situazione: non fissiamo il piccolo felino, ma “teniamolo occupato” con le abituali attività quotidiane.
     
  3. Assumiamo il tono di voce abituale e raccontiamo al micio cantilenando ciò che accadrà da lì a poco: la condivisione verbale permette a noi di “tranquillizzarcii”.
     
  4. Muoviamoci lentamente cercando di gesticolare il meno possibile, così da rassicurare il piccolo felino.

Il viaggio in auto

Quando il gatto entra nel trasportino inizia il viaggio: fatto che deve avvenire il più serenamente possibile e non tradursi in un inseguimento, altrimenti il micio vi assocerà un’emozione negativa che lo porterà, in futuro, a fuggire e, se costretto, a mettere in atto un comportamento di aggressione. La maggior parte dei gatti viaggia con difficoltà: i vocalizzi, le minzioni e le defecazioni emozionali, la polipnea (respirare a bocca aperta), la scialorrea (fuoriuscita di saliva ai lati della bocca) e il vomito sono sintomi di estremo disagio e possono indicare la presenza di una fobia da trasporto. In seguito, tutte queste manifestazioni neurovegetative diverranno sempre più intense e compariranno anche alla sola vista del trasportino o dell’automobile. La fobia da trasporto, magari associata “al mal d’auto”, compromette lo stato emozionale del piccolo felino provocando la memorizzazione di un’esperienza negativa. Nel caso in cui il gatto mostrasse i sintomi di una fobia da trasporto, per alleviarne il disagio, si renderà necessaria una visita comportamentale presso un veterinario esperto in comportamento. Vediamo come fare per prevenire questi problemi.

  1. Vaporizziamo i feromoni di tranquillità nella zona dell’abitacolo dove sarà posto il trasportino (due o tre nebulizzazioni, lasciando le portiere aperte per favorire l’evaporazione del solvente presente nel prodotto).
     
  2. Attendiamo qualche minuto e collochiamo il trasportino, durante i primi viaggi, sul sedile del passeggero, così che il gatto possa vedere il proprietario ed essere rassicurato.
     
  3. Per favorire la tranquillità, prima di partire, lasciamo che il micio esca ed esplori l’abitacolo: è necessario ripetere quest’operazione a macchina ferma, a motore dapprima spento e poi acceso.
     
  4. Durante il viaggio, evitiamo frenate improvvise e ripetute accelerazioni, poiché il disagio legato al trasporto potrebbe portare a manifestazioni neurovegetative (come scialorrea e vomito).
     
  5. Il trasporto in automobile deve essere ripetuto con frequenza settimanale (compiendo anche solo il giro dell’isolato) almeno durante il primo anno di vita del gattino per consentire al piccolo di “fare esperienza” con la vettura. Un solo viaggio l’anno non è sufficiente per abituarlo all'automobile!  

Info Contatti

Ambulatorio Veterinario Dott. Franco Colnago
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